Quando entriamo in un supermercato ci troviamo di fronte a scaffali pieni di prodotti che promettono salute, ma quante volte ci fermiamo davvero a leggere l’etichetta nutrizionale?
E soprattutto: sappiamo interpretarla correttamente?
Le etichette nutrizionali non sono solo un obbligo di legge, ma uno strumento prezioso per orientare le nostre scelte alimentari e capire se ciò che stiamo mettendo nel carrello è davvero in linea con i nostri bisogni.
👆🏻 La lista ingredienti: meno è meglio
Il primo elemento da osservare è sempre la lista degli ingredienti. Per legge, sono elencati in ordine decrescente di quantità: il primo ingrediente è quello presente in maggiore quantità, l’ultimo quello in minor misura.
Un concetto semplice ma molto importante è questo: più la lista è corta, meglio è.
Se sei di fronte un alimento che all’apparenza sembra “semplice e naturale” (per esempio uno yogurt, dei biscotti integrali o un succo di frutta) ma ti ritrovi davanti ad una lista infinita di ingredienti, additivi, correttori di acidità, coloranti e aromi, non stai acquistando un alimento ma un prodotto!
Non significa che ogni ingrediente “in più” sia per forza dannoso, ma una lunga lista spesso è indice di un prodotto molto trasformato, con additivi che servono a migliorarne sapore, consistenza o conservazione.
Un consiglio pratico
La prossima volta che fai la spesa, prova a confrontare due prodotti simili:
- un pacco di biscotti con un enorme liste degli ingredienti (tra cui sciroppi, aromi e grassi di dubbia qualità),
- un altro con 5-6 ingredienti semplici (farina, zucchero, uova, burro, lievito).
Il secondo non solo sarà più vicino a una preparazione “casalinga”, ma probabilmente ti fornirà un profilo nutrizionale più equilibrato.

✌🏻 La tabella nutrizionale: numeri che parlano
Accanto agli ingredienti c’è la tabella nutrizionale. Troppo spesso ci soffermiamo solo sulle calorie, ma i numeri più interessanti sono altri:
- Grassi: non solo quanti, ma di che tipo. Grassi idrogenati o oli raffinati raccontano di un prodotto “costruito”, non genuino.
- Zuccheri: occhio ai “falsi amici”: sciroppi, destrosio, maltodestrine. Sono zuccheri a tutti gli effetti.
- Sale: onnipresente, soprattutto nei cibi pronti. Troppo spesso ne consumiamo più del doppio rispetto alle raccomandazioni.
- Fibre: un indicatore di valore nutrizionale reale, spesso carente nei prodotti ultraprocessati.
Leggere la tabella nutrizionale significa imparare a distinguere il cibo come nutrimento dal semplice prodotto pensato per piacere al palato e resistere sugli scaffali.
⚠️🔍 Le parole che seducono: “Light”, “senza zuccheri aggiunti”, “ricco di fibre”
Le confezioni sono progettate per convincere, non per informare; eppure, dietro queste parole, la realtà è spesso meno brillante.
Un biscotto “light” può avere meno calorie ma contenere più additivi o dolcificanti; uno snack “proteico” può sì fornire proteine, ma anche essere ricco di zuccheri e grassi saturi.
Ecco perché l’etichetta è lo strumento che smaschera il marketing e ci restituisce il potere di scegliere.

Conclusione: il gesto che vale più di una dieta
Leggere un’etichetta non è un gesto noioso né un dettaglio per maniaci della salute: è un atto di consapevolezza.
Significa guardare oltre il packaging e chiedersi: sto scegliendo un alimento o un prodotto?
Ricorda:
- pochi ingredienti, maggiore qualità;
- attenzione a zuccheri, grassi e sale nascosti;
- diffida delle liste troppo lunghe in prodotti che dovrebbero essere “naturali”.
Imparare a leggere l’etichetta nutrizionale è il primo passo per nutrirsi davvero, non solo per mangiare.

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